Un brasiliano crea una lampadina con acqua, candeggina e una bottiglia

Apr 01, 2014 | scritto da:

 

Nel 2002 il meccanico Alfredo Moser, stanco degli innumerevoli black-out che interessavano la sua piccola città brasiliana Uberaba, decise di sfruttare la luce solare per illuminare le case della zona.

Nacque così la Moser Lamp, un'innovativa lampada che da allora si è diffusa nelle case di migliaia di persone che popolano le periferie più povere del mondo. Queste abitazioni, o meglio baracche, sono spesso buie a causa delle scarse o del tutto assenti finestre, ma soprattutto per l'irreperibilità di energia elettrica.

Creare una Moser Lamp è semplicissimo: basta pulire una bottiglia di plastica trasparente da due litri, riempirla d'acqua e aggiungere due cucchiai di candeggina (per non comprometterne la trasparenza). Dopo averla chiusa con il tappo, bisogna avvolgere quest'ultimo con del nastro nero, dopodiché praticare un foro circolare sul tetto di alluminio (tipico di queste povere abitazioni) e fissare la bottiglia al centro con della resina. Et voilà!

Grazie alla rifrazione solare, le case di coloro che non possono permettersi delle vere lampadine vengono così illuminate da una luce omogenea, a costo zero e senza emissioni di CO2. L'energia di queste lampade si aggira tra i 40 e i 60 watt, a seconda dell'intensità della luce esterna.

Nelle Filippine, dove quasi un quarto della popolazione vive sotto la soglia di povertà, l'associazione MyShelter ha iniziato a produrle nel 2011. Oggi più di 15.000 slum sono illuminate grazie alla Moser Lamp.

Questa splendida invenzione non ha reso ricco il suo creatore, ma dalle sue parole è evidente che non era questo il suo obiettivo:

“Conosco un uomo che ha inserito le bottiglie e in un mese ha risparmiato abbastanza per comprare beni di prima necessità per il suo bambino appena nato. Riuscite a crederci?"

 

Photo credits: news.bbcimg.co.uk

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