Un caffè più ecosostenibile. Anche Lavazza punta sulla bioeconomia

Mar 08, 2015 | scritto da:

Dalla collaborazione di due delle realtà italiane più innovative, Lavazza e Novamont, dopo 5 anni di ricerca, danno vita ad un prodotto unico al mondo: la prima capsula per caffè espresso compostabile e biodegradabile al 100%. Un brevetto tutto italiano che fa muovere i primi passi nell’era della bioeconomia. Di cosa si tratta? E’ l’economia che punta allo sviluppo economico tenendo in considerazione tutto il ciclo di vita del prodotto ed il principio del “rifiuto zero”. Un’economia di cui non si può più fare a meno. Infatti, la nuova capsula compostabile con brevetto Lavazza è pensata non per diventare un rifiuto, ma una risorsa. Realizzata con uno speciale polimero vegetale, il MaterBi 3G, sarà in grado di sopportare temperature di 90° senza perdere in stabilità e qualità. Dopo l’utilizzo diventerà compost e lo si potrà gettare nella frazione organica dei rifiuti. “Dopo anni di studio siamo in grado di offrire un prodotto che mantenga inalterate le qualità che il cliente si aspetta” - dichiara Marco Lavazza, vicepresidente del Gruppo - Ma a basso impatto ambientale.

Notizie, queste, che danno un solido futuro a quella che è la nuova via dello sviluppo economico: la green economy. L’economia verde che diventa realtà, supportata da ricerca, innovazione, tecnologia, investimenti. In una parola concretezza. Quello che occorre è un vero e proprio salto culturale, affinché sempre più imprese e industrie siano consapevoli del loro impatto e del loro ruolo, ma soprattutto del fatto che tutto questo non è più procrastinabile. E’ forse l’unica strada per dare una scossa all’economia e al futuro del nostro Paese.

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