Un ecosistema commestibile, ossia l'agroforestazione

Aug 29, 2016 | scritto da:

Foreste come quella dell’Amazzonia ‘respirano’ sulla Terra da 55 milioni di anni. Col tempo hanno creato un ecosistema – che assomiglia più a una relazione senza fine – composto da tronchi, arbusti, radici, rampicanti. Che cosa accadrebbe se questo ecosistema a lungo termine fosse reso commestibile per l’uomo, creando un sistema agricolo? Nulla che l’uomo non sappia già, dato che questo fenomeno accade già da decine di anni e si chiama agroforestazione.

Alla base vi è l’integrazione di alberi e culture utili all’uomo e per il sistema agricolo in grado di diversificare e sostenere foresta e produzione. Esiste da millenni e gli esempi sono i giardini di Kerala, le famiglie di frutteti in Messico o gli antichi giardini Maya. Queste foreste-fattorie possono essere considerate il più resistente e antico agrosistema anche se, sfortunatamente, con il XX secolo e la costante industrializzazione dell’agricoltura, le monoculture hanno avuto la meglio. Fortunatamente, l’agroforestazione sta tornando.

Durante gli anni Ottanta, l’agricoltore e naturalista Robert Hart, ispirato dai sistemi dei giardini giapponesi e di Kerala, ha adottato questi principi tipici di una foresta tropicale anche nelle zone contraddistinte da climi temperati. Nella sua tenuta a Shropshire (Inghilterra) ha creato una sbalorditiva varietà di prodotti commestibili: mele, pere, uva, kiwi, erbe e insalata. Certo, non tutti hanno ampi giardini a disposizione, ma città con spazi verdi possono farci un pensierino. Basta conoscere la composizione di una foresta – generalmente composta da sette diversi strati – e utilizzarli al meglio per creare una produzione quanto più variegata.

Lo strato più in alto, la chioma, più essere dedicato alla frutta; il livello degli arbusti invece può includere varietà come more e lamponi; il livello erbaceo per i cavoli. Radici commestibili e tuberi come le patate vanno a riempire la rizosfera (la porzione di suolo che circonda le radici delle piante). Questo metodo, alla Robert Hart, vuole riprodurre e mimare quando accade in una foresta costruendo il proprio giardino personalizzato. Ma si possono avere delle colture aggiunte all’interno di una foresta già esistente come è accaduto con la Wellspring Forest Farm.

Steven Gabriel, ecologista e agricoltore, nello stato di New York, coltiva una selezione di prodotti in grado di creare da soli un pranzo di numerose portate. La foresta dona e fa crescere, mentre l’uomo protegge la sua biodiversità, preserva l’acqua e concima il terreno. Una relazione in grado di dare a entrambi, anche se spesso i primi frutti del lavoro non sono apprezzabili nell’arco di una vita umana. La natura ha i suoi tempi e sono lunghi. Iniziando oggi sarà la generazione successiva a vedere e apprezzare i risultati. Iniziare però, vorrebbe dire decidere per la prossima generazione e aiutare a contrastare il cambiamento climatico.

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