Un viaggio nelle scuole più 'green' d'Italia

Apr 14, 2016 | scritto da:

I grandi scrittori del passato come Stendhal, Montesquieu e De Sade avevano fatto dell’Italia la meta dei loro viaggi. Il più conosciuto e celebre resta quello di Goethe che intitolò “Viaggio in Italia” anche un suo libro. Oggi ti voglio portare con me in un viaggio che ci farà attraversare l’Italia proprio come fecero queste importanti penne del nostro passato, ma seguendo un percorso che ci condurrà alla scoperta dell’anima green che tanto ci piace e che vorremo vedere sempre più spesso.

Il viaggio avrà come tappe quelle nuove scuole che stanno adottando proprio questi principi green, o che li hanno già adottati, nella loro costruzione. L’imprimatur arriva dall’archistar mondiale Renzo Piano che prima invita i suoi colleghi architetti a costruire in periferia le nuove scuole, per rendere anche quelle zone della città dei futuri luoghi felici, per poi proseguire sostenendo che l’edifico nel quale iniziamo a crescere e formarci fin da piccoli deve essere in grado trasmettere un messaggio didattico importante fin dal principio. Perciò, questo edificio deve essere costruito con leggerezza, ovvero puntando al risparmio di risorse e scegliendo materiali caratterizzati dalla proprietà di rigenerarsi in natura. Materiale principe per questo scopo: il legno, che non è solo bello esteticamente e profumato, ma anche sicuro, antisismico ed è soprattutto energia rinnovabile.

Così l’architettura si ispira e si lega alla natura e alla pedagogia: sulla terrazza della scuola ideale ci potranno essere dipinti segni e curve che creano meridiane che segnano lo scorrere del tempo; al contempo la terrazza in legno può trasformarsi in un osservatorio astronomico e meteorologico. L’imperativo futuro di Renzo Piano rivolto ai suoi colleghi prende spunto anche dalla realtà di scuole già esistenti e che rappresentano in pieno tutto quello descritto qui sopra.

Il nostro viaggio alla scoperta di queste scuole che hanno già intrapreso la strada dell’innovazione eco-friendly parte dall’Alto Adige. Sì, perché se ci fosse una classifica, il primo sarebbe proprio lui, dato che da Bolzano fino ai paesi più piccoli della regione, Amministrazione provinciale, architetti, pedagogisti e presidi collaborano attivamente per realizzare già oggi la scuola del futuro. A Terento per esempio, una frazione di Rio Pusteria, lo studio viennese Feld72 ha progettato e realizzato una scuola per l'infanzia in grado di inserirsi nell’ambiente circostante fondendosi con le Alpi pusteresi.

Nel centro storico di Bolzano invece, c’è la prima scuola ipogea (cioè che si sviluppa sotto terra) d’Italia: l'Istituto Superiore per le Professioni Sociali Hannah Arendt, dell'architetto Claudio Lucchin. Non ci sono impatti volumetrici, ma solo un contatto diretto con la madre terra: al centro della struttura c’è una grande corte vetrata, che richiama per posizione e dimensioni l'antico chiostro storico ed esso è il fulcro attorno al quale si snodano gli spazi distribuiti su tre livelli, fino a 13 metri sotto il piano stradale.

 

 

Proseguendo il nostro viaggio, ci spostiamo a Cernusco sul Naviglio, hinterland milanese, dove sta sorgendo un grande polo scolastico, opera di Consalez Rossi architetti, concepito come un campus con giardini e parchi. L’acqua piovana si recupera e ci sono anche degli orti didattici.

Ora scendiamo in Emilia, per la precisione all’asilo di Guastalla, firmato da Mario Cucinella che ha immaginato i bambini dentro una grande pancia di balena (come quella di Pinocchio): cinquanta portali in legno lamellare e ampie vetrate avvolgono lo spazio interno. Un asilo a misura di bambino, ideato per educare fin dall'infanzia al gioco, alla creatività e all'eco-sostenibilità. L'edificio appare come un luogo da fiaba, tutto da esplorare e perfettamente integrato nel paesaggio circostante. È realizzato esclusivamente in materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale.

Facendo un salto nel profondo sud italiano, arriviamo in Sicilia, a Caltagirone. Qui sorge l'istituto comprensivo Piero Gobetti. Nella scuola a consumo zero non ci sono più interruttori, ma sensori di luminosità e un impianto fotovoltaico da 60 kilowatt, che la rendono autosufficiente da un punto di vista energetico. Questi sono solo alcuni nomi di scuole che portano in primo piano la necessità di un rinnovo del patrimonio scolastico e come esso sia possibile con criteri eco sostenibili e di efficientamento energetico.

Il viaggio di oggi però, si conclude a Roma, al governo, un posto magari non dei più amati, ma devi sapere che il rinnovamento eco-friendly del patrimonio scolastico è entrato a pieno titolo nell’agenda del governo con una strutturata missione per l’edilizia già dal 2014. I finanziamenti non mancano e #scuolesostenibili raggruppa tutte le linee sia interne all’Italia sia quelle che arrivano dall’Europa. Negli ultimi due anni, grazie a queste linee di finanziamento, solo per la sostenibilità energetica e ambientale, sono stati aperti 1.639 cantieri, dei quali 1.261 già chiusi, oltre ai 610 interventi richiesti per i primi 100 milioni ricevuti dal Fondo Kyoto, gestito dal ministero dell’Ambiente.

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