Focus Colombia: economia, società, alberi

gen 07, 2026 | scritto da:

Sono il più colombiano dei colombiani nonostante abbia vissuto 47 anni lontano dalla Colombia.
Ho vissuto 13 anni a New York e non ho mai dipinto New York. Ho vissuto in Francia più di 30 anni e non ho mai dipinto Parigi.
La verità è che non ho mai non ho mai dipinto nulla di diverso dal mondo come lo conoscevo a Medellìn


Fernando Botero

 

Nelle parole di Botero non c'è solo la nostalgia, comune a tanti di coloro che vivono lontano dalla propria patria, ma anche il segno di un legame con una terra di forti contrasti, che segnano in profondità chi vi nasce, ma toccano anche chi la visita una sola volta.

Difficile infatti, nascondere il passato di cui la Colombia fatica ancora oggi a liberarsi pienamente, ma sarebbe ingiusto se questo facesse dimenticare che si tratta di una terra dove si trovano magnifiche foreste pluviali, montagne inaccessibili cariche di fascino, spiagge incantevoli che affacciano sia sull'Oceano Pacifico che sull'Atlantico, una variegata presenza di piante ed animali (in particolare di uccelli), città deliziose e gente semplice ed ospitale.

La Colombia, ufficialmente Repubblica di Colombia, è una nazione caratterizzata da una straordinaria ricchezza naturale, profonde disparità socioeconomiche e dinamiche economiche in evoluzione che influenzano sia le prospettive del paese sia i progetti di sviluppo sostenibile e di rigenerazione sul territorio.

Noi di Treedom lavoriamo in questo paese dal 2018 e abbiamo deciso di iniziare questo 2026 dedicando un'attenzione particolare proprio alla Colombia, con un progetto di cui vi racconto al termine di questo ampio reportage.
Seguitemi dunque, perché vi porto con me a fare un lungo viaggio ad ampi raggio, per conoscere meglio questo paese così complesso.

Una panoramica demografica e sociale

Informal Economy Cartagena Colombia by Joachim Pietsch

Con una popolazione stimata in oltre 53 milioni di abitanti nel 2025, la Colombia è la seconda nazione più popolosa del Sud America dopo il Brasile e la terza in America Latina dopo Brasile e Messico. L’età mediana si attesta intorno ai 32,5 anni, collocando il paese su una platea demografica relativamente giovane rispetto alle medie globali.

La distribuzione è fortemente urbanizzata: città come Bogotá (oltre 7,6 milioni di abitanti), Cali e Medellín guidano una concentrazione urbana significativa, mentre vaste aree rurali restano meno popolate ma cruciali per l’agricoltura e l’uso del suolo.

Dal punto di vista etnico, la Colombia è profondamente diversificata: la maggioranza della popolazione è mestiza o bianca, mentre indigeni, afro‑colombiani e altri gruppi arricchiscono il mosaico culturale nazionale, con stime che vedono circa il 50% della popolazione identificarsi come mestiza, oltre 9% come indigena e circa 9% come "nera" o "mulatta", seppur con variazioni tra fonti ufficiali e sondaggi.

Crescita moderata, disparità accentuate

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L’economia colombiana mostra segnali di crescita moderata. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il PIL nominale 2025 è stimato intorno ai 438 miliardi di dollari, con un tasso di crescita attorno al 2,5% nell’anno considerato e un PIL pro capite di circa 8.249 dollari.

Secondo l’OECD, la crescita economica è prevista proseguire in modo graduale nel biennio 2025–2027, con consumi interni e rimesse dai lavoratori all’estero come principali drivers. Tuttavia, debolezze strutturali come elevati deficit fiscali persistono, con la necessità di riforme fiscali e consolidamento delle finanze pubbliche per stabilizzare la fiducia degli investitori e ridurre i rischi di lungo periodo.

Rapporti come Deloitte Insights evidenziano la progressiva trasformazione del modello economico verso servizi, turismo e agribusiness, con esportazioni agricole in crescita e un contributo più dinamico di settori come intrattenimento e finanza, pur in presenza di sfide nei comparti tradizionali come industria e estrazione mineraria.

Nonostante questi segnali, la Colombia affronta una disuguaglianza economica marcata e una distribuzione del reddito che limita la piena inclusione sociale. Differenze tra aree rurali e urbane, insieme a persistenti problemi di disoccupazione giovanile e lavoro informale, restano prioritari.

Non si può infine tacere del ruolo del narcobusiness in questa panoramica, ma tale vicenda è talmente rilevante anche per gli aspetti sociali e ambientale, che ne trattiamo in un paragrafo a parte che trovate poco sotto.

Istruzione e sfide sociali

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Il sistema educativo colombiano ha fatto progressi negli ultimi decenni, con crescite nei livelli di scolarizzazione primaria e secondaria. Tuttavia, persistono disparità territoriali e ostacoli all’accesso a un’istruzione di qualità uniforme, soprattutto nelle zone rurali o marginalizzate, dove infrastrutture, risorse e capacità di investimento restano sottodimensionate.

Queste sfide si intrecciano con fattori più ampi di sviluppo, come l’accesso a servizi sanitari, occupazione stabile e opportunità economiche diversificate, ostacolando la piena mobilità sociale e l’integrazione di gruppi vulnerabili nella crescita economica nazionale.

Ambiente: uno scrigno sotto pressione

La Colombia è riconosciuta globalmente come uno dei paesi più biodiversi del pianeta, con una complessità ecologica straordinaria che include oltre 310 tipi di ecosistemi, un’eccezionale varietà di specie animali e vegetali e regioni naturalistiche uniche come i paramo andini, le foreste pluviali amazzoniche e gli ambienti costieri caraibici e pacifici. La nazione ospita più di 63.000 specie registrate, di cui una porzione significativa è endemica.

Questa ricchezza è un patrimonio globale, ma anche un indicatore della fragilità dei sistemi naturali che affrontano pressioni crescenti: quasi metà degli ecosistemi è in uno stato critico o in pericolo a causa di attività antropiche, inclusi sfruttamento delle risorse minerarie, espansione agricola, deforestazione e cambiamenti nell’uso del suolo.

Negli ultimi anni, la Colombia ha visto oscillare profondamente i livelli di deforestazione: dopo un calo record nel 2023 — il più basso degli ultimi 23 anni — nel 2024 la perdita di foreste è aumentata, con circa 113.608 ettari di foresta persi, principalmente nella regione amazzonica, a causa di incendi, espansione agricola, colture illecite e costruzione illegale di strade.

Planning the ecological corridor with agronomist and programme coordinator

Cambiamenti climatici e vulnerabilità

I cambiamenti climatici stanno già rimodellando molte dinamiche territoriali: fenomeni meteorologici estremi come siccità, inondazioni e ondate di calore sono sempre più frequenti e intensi, esacerbando le vulnerabilità socio‑economiche e ambientali. Secondo analisi climatiche recenti, la variazione dei pattern di precipitazione aumenta il rischio di alluvioni, frane e siccità, influenzando insediamenti umani, agricoltura e accesso all’acqua potabile nelle regioni più vulnerabili.

Questa esposizione è particolarmente elevata tra le comunità rurali, gli indigeni e le popolazioni afro‑colombiane, che affrontano impatti climatici con risorse limitate e infrastrutture insufficienti, accentuando le disparità sociali e la pressione migratoria verso le aree urbane.

Narcotraffico: un’ombra che pesa

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Quando si parla di Colombia, il narcotraffico non può essere ignorato: è stato uno degli elementi più persistenti e controversi nella storia recente del paese, intrecciandosi con politica, economia, ordine pubblico e ambiente in modi profondi e spesso contraddittori. Storicamente emerso negli anni ‘70 come risposta alla domanda globale di cocaina, il traffico di stupefacenti ha portato alla nascita di cartelli potenti — tra cui Medellín e Cali — e ha finanziato non solo reti criminali, ma anche fazioni armate, guerriglie e gruppi paramilitari, contribuendo a prolungare e complicare conflitti interni che hanno attraversato decenni della storia nazionale.

Dal punto di vista economico, l’illegalità della produzione e del commercio di droga ha generato flussi di denaro ingenti: rapporti recenti stimano che solo il traffico di cocaina muova annualmente cifre comparabili a settori legali come l’edilizia, fino a oltre il 4% del PIL nazionale, con un impatto che trascende la pura illegalità perché si riflette nei consumi, nei mercati locali e nei modelli di sviluppo regionale. Questi introiti non si traducono in crescita economica sostenibile: non creano occupazione formale, non pagano tasse né rafforzano la protezione sociale. Al contrario, attirano investimenti criminali, distorcono i prezzi dei fattori produttivi e sottraggono risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a infrastrutture, istruzione o sanità.

Gli effetti sociali sono altrettanto evidenti. Il narcotraffico ha alimentato violenza diffusa, insicurezza e corruzione istituzionale, colpendo comunità rurali isolate e aree urbane periferiche. Il fenomeno ha profondamente segnato le relazioni sociali e le opportunità di sviluppo nelle aree più vulnerabili, dove spesso è stato percepito non solo come fonte di reddito alternativo in assenza di opportunità legali, ma anche come sistema parallelo di potere e di accesso a servizi di base.

Non meno rilevanti sono gli impatti ambientali. Il narcotraffico favorisce dinamiche di sfruttamento illegale del territorio: vaste aree di foresta vengono convertite in coltivazioni di coca o attraversate da strade clandestine per facilitare logistica e traffico, contribuendo a deforestazione, frammentazione degli ecosistemi e degrado ambientale in regioni ecologicamente sensibili come l’Amazzonia. Le reti criminali collegano inoltre l’economia della droga ad altri traffici illeciti — inclusi quelli di legname e minerali — ampliando la pressione sugli habitat naturali e sulle comunità locali.

La complessità del fenomeno richiede approcci integrati che combinino sicurezza, sviluppo sostenibile, alternative economiche per le comunità rurali e riforme politiche in grado di rompere il circolo vizioso tra economia illegale, esclusione sociale e degrado ambientale.

Treedom in Colombia e un mese dedicato 

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Il nostro lavoro in Colombia è iniziato nel 2018, per sostenere lo sviluppo di comunità rurali e insieme a loro piantare tanti nuovi alberi.
La prima area individuata è stata la riserva indigena alle pendici della Sierra Nevada di Santa Marta, nel nord del paese. Una zona prossima al sito archeologico di Ciudad Perdida, uno dei più importanti dell'intera Colombia.

Si ritiene infatti che tale città sia stata fondata intorno all'800 d.C., circa 650 anni prima di Machu Picchu. Il sito è raggiungibile soltanto a piedi lungo un percorso che attraversa proprio l'area di progetto. Il lavoro di sistemazione agroforestale, con conseguenti migliorie della situazione idrogeologica di ampia parte di quel territorio, avrà ricadute positive anche per le migliaia visitatori annuali del parco archeologico di Ciudad Perdida.

Nel tempo le attività si sono allargate, grazie all'ottima collaborazione con i nostri partners in loco e alle possibilità offerte da un paese tanto vario di ambienti. Oggi i nostri progetti si sviluppano su vari fronti e in aree diverse, da quelle montane, su terreni con forti pendenze, dove gli alberi hanno anche la funzione di trattenere il terreno ed evitare il dilavamento eccessivo, a zone più pianeggianti.

 Piantiamo numerose specie tipiche come il Cedro rosato, la Guayaba, la Guanàbana, il Cacao criollo e mix di specie forestali e da frutto, compresi Cacao e Caffè, per offrire il più ampio spettro possibile di benefici ambientali e sociali. In questo senso, inoltre, nei nostri progetti in Colombia sono coinvolte anche comunità indigene appartenenti a gruppi etnici con un legame profondo e antico con la propria terra.

Per tutte queste ragioni abbiamo scelto di dedicare il primo mese di questo 2026 proprio alla Colombia, con l'obiettivo - simbolico, ma molto concreto - di piantare 1000 nuovi alberi entro la fine di gennaio. Per farlo abbiamo attivato una promo, per cui se pianti 2 alberi in Colombia entro il 18 gennaio, noi ti regaliamo un banano. Ti unisci a noi?

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