Fotografare e geotaggare gli alberi: come lavoriamo

gen 04, 2023 | scritto da:

Fotografare e geotaggare ogni singolo albero piantato nei nostri progetti è una parte importante del nostro lavoro, alla quale dedichiamo tempo, lavoro e investimenti. Potrà sembrare banale, ma con oltre 3 milioni e mezzo di alberi piantati ad oggi (21 dicembre 2022), la cosa è più facile a dirsi che a farsi. In questo articolo vi spieghiamo come funziona tutto il lavoro che sta dietro a quei dati e quelle foto.

Una premessa: i sistemi agroforestali

Per spiegare il lavoro che sta dietro le fotografie e la geolocalizzazione degli alberi è utile introdurre brevemente il modo in cui questi vengono piantati. Gli alberi che piantiamo, infatti, sono piantati nella quasi totalità dei casi [1] in sistemi agroforestali. Significa che vengono piantati all’interno di terreni agricoli secondo criteri che permettano una coesistenza proficua fra gli stessi alberi e le colture annuali o stagionali (ed in certi casi va considerata anche la presenza di animali da cortile o da allevamento) [2].

Perché abbiamo scelto questa metodologia? Perché i nostri alberi sono piantati direttamente da comunità di contadini locali, ciascuno con il proprio appezzamento di terreno che normalmente usa per coltivare ciò che serve al proprio sostentamento e a quello della propria famiglia. Lavorando in tanti paesi diversi, a seconda del luogo potremo trovare appezzamenti in cui viene coltivato mais, oppure fagioli o in altri casi ancora riso e potremmo andare avanti con mille altri esempi. Quel che è importante cogliere è che per ogni situazione e per ogni diverso contesto scegliamo, in collaborazione con le stesse comunità di contadini, di piantare gli alberi più adatti per dare benefici ambientali e socioeconomici.

Non dobbiamo quindi immaginare grandi appezzamenti monocolturali, ma tanti appezzamenti, di dimensioni variabili, in cui sono piantati alberi in consociazione con altre colture. A volte un appezzamento può distare dall’altro anche parecchi chilometri, da percorrere su strade spesso impervie.

Fotografare e geotaggare 

 

In questo video potete vedere uno dei nostri collaboratori - il suo nome è Theophane ed è responsabile di alcuni dei nostri progetti in Kenya - che abbiamo seguito e ripreso durante il suo lavoro di fotografia e georeferenziazione degli alberi assegnati ad alcune contadine. Il video illustra bene il lavoro che avviene in loco, chiarendo come la fase di spostamento da un terreno all'altro sia una parte sostanziosa del tempo da dedicare a questa attività.

Un paio di note ulteriori per spiegare che Theophane ha ricevuto una formazione non solo nell'uso dell'apparecchio per scattare la foto georeferenziata, ma anche per scattarla nel modo più corretto possibile. Per corretto intendiamo una foto che sia in grado di mostrare il giovane albero nella sua interezza, così da poterne valutare anche lo stato di salute. È decisivo, quindi, inquadrare le foglie, i piccoli rami e il fusto nella loro completezza, possibilmente nelle migliori condizioni di luce (avendo cura che i vari elementi siano il più possibile illuminati direttamente).

È difficile stabilire il numero di alberi che è possibile fotografare e georeferenziare in una giornata di lavoro, proprio per i motivi spiegati sopra relativamente al modo in cui gli alberi vengono piantati. Tuttavia è un lavoro che richiede molto tempo, non solo a chi opera sul campo, ma anche ai nostri forestali. Come mi spiega Tommaso Tusa, uno dei nostri tecnici forestali

"Coordinare questa attività implica un contatto quotidiano con il partner, oltre ad una pianificazione molto articolata avvenuta in precedenza. Avere una logistica ben organizzata è essenziale per avere meno spese, mappe di buona qualità, ed un tecnico meno stressato. Ma è un lavoro che permette anche di avere contatto diretto con i contadini/beneficiari in un momento molto delicato della crescita dell'albero. Questo è stato piantato da poco e sta già iniziando ad ambientarsi, per questo poter subito valutare il suo stato di saluto è importante. Oltre a fare la foto e la geolocalizzazione si coglie quindi l'occasione per parlare della piantagione, di eventuali problemi, suggerimenti, insomma il beneficiario si sente realmente assistito".

E siamo solo all'inizio, perché i dati di ogni albero (foto e dati GPS) vengono archiviati sull'apparecchio e successivamente devono essere scaricati su un pc e infine caricati su un server, per renderli disponibili agli esperti forestali di Treedom.

Verifica, archiviazione, pubblicazione

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Una volta condivisi sul server, foto e dati vengono controllati. In primis si verifica, mappe alla mano, se i dati del geotagging coincidono con quelli del progetto, dopodiché si controlla foto per foto la correttezza di ciascuna secondo i criteri illustrati sopra e anche rispetto ad un'analisi più botanica di queste ultime. La raccolta e il controllo delle foto infatti, è un momento di ulteriore verifica, pianta per pianta, dello stato di salute dei piccoli alberi. Se le foto non mostrano una piantina che rispetta i criteri (in particolare di salute e manutenzione della pianta), quella foto/piantina non viene accettata. Siamo consapevoli di non poter mandare i nostri tecnici a controllare sul campo ogni singolo albero, per questo, oltre alla fiducia che poniamo nei nostri partner in loco, controlliamo ogni singola foto, cercando anche di garantire che vengano messe a dimora solo alberi con una buona gestione.
Una volta completato il controllo sulle mappe e sulle foto, si procede ad assegnare un codice univoco all'albero fotografato, codice con cui quell'albero viene archiviato nel nostro Registro degli alberi che è pubblico e pubblicamente accessibile.

Si tratta ora di procedere a pubblicare ciascuna foto ed i relativi dati GPS sul profilo di ogni singolo albero. Nel tempo abbiamo sviluppato un sistema che procede ad un'assegnazione-pubblicazione in modo efficiente ed automatizzato, ma nonostante questo occorre sempre controllare - data la mole di dati che vengono processati quotidianamente - che tutto funzioni senza errori.

In conclusione

A ben vedere si tratta di un lavoro enorme, che impegna tempo e risorse, ma che offre in cambio la possibilità di creare un legame ed offrire trasparenza. Non solo, ma credo anche che una volta illustrato il processo, questo possa aiutare a comprendere quanto lavoro c'è dietro e a dare ancora più valore a quella semplice foto e a quei dati di localizzazione.
Ovviamente i progetti e gli alberi che danno loro vita, sono monitorati nel tempo, per garantire che ogni albero cresca sano e che, nel caso di mortalità, si possa procedere ad una sostituzione. Questo per chiarire che gli alberi sono accompagnati nel loro processo di crescita in primis dai contadini che se ne prendono cura e che godranno dei loro frutti, poi dai nostri responsabili di progetto in loco e infine dai nostri forestali che trascorrono tanta parte del loro tempo in viaggio nei luoghi di progetto.

Spesso ci viene chiesto se sia possibile scattare più foto, nel corso del tempo, per ciascuno degli oltre 3 milioni e mezzo di alberi che abbiamo piantato fino ad oggi. Ci piacerebbe, ma la cosa al momento non è sostenibile da nessun punto di vista. In un futuro, forse non troppo lontano, l'accuratezza dei rilievi satellitari potrebbe offrire alternative sostenibili per un lavoro di monitoraggio costante nel tempo anche di un singolo albero. 

Nel frattempo continuiamo a lavorare secondo la nostra metodologia e speriamo che questo articolo vi sia stato utile e ... anzi, che vi abbia fatto venire voglia di piantare, se non lo avete ancora fatto, il vostro albero con Treedom.

[1] Esistono alcune eccezioni particolari, un esempio sono alcuni progetti in Italia in cui piantiamo alberi in terreni confiscati alla criminalità organizzata secondo modalità che non sono quelle dei sistemi agroforestali.
[2] Per chi volesse approfondire sul nostro sito è presente una sezione dedicata appositamente a questo argomento: https://www.treedom.net/it/agroforestry

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