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Il viaggio non finisce quando torni | Intervista a Claudio Piacentino (ViaggiGiovani)
giu 10, 2026 | scritto da: Tommaso Ciuffoletti
Viaggiare è una delle cose più belle che facciamo. E potenzialmente anche una delle più contraddittorie.
Ci muoviamo per vedere il mondo, ma nel farlo lo attraversiamo, lo tocchiamo, lo modifichiamo. Ogni spostamento ha un impatto, ogni presenza lascia una traccia. E allora, più che chiederci se viaggiare sia giusto o sbagliato, la domanda diventa un’altra: come si viaggia oggi, con consapevolezza?
Non esiste una risposta semplice. E diffidare delle risposte semplici, su questo tema, è già un buon punto di partenza.
C’è però un elemento che spesso viene sottovalutato: il viaggio non è mai solo individuale, nemmeno quando partiamo da soli. È fatto di incontri, di dinamiche, di piccoli gesti che si sommano. E quando il viaggio è condiviso, questa dimensione diventa ancora più evidente. Un gruppo non è solo una somma di persone: è uno spazio temporaneo in cui comportamenti, attenzioni e scelte si amplificano. A volte in meglio.
È dentro questa idea che si inserisce il percorso che, da oltre dieci anni, lega Treedom a ViaggiGiovani. Una collaborazione nata quasi per caso, da una telefonata tra due realtà che allora erano molto più piccole di oggi, ma che già condividevano una stessa intuizione: il modo in cui si viaggia conta tanto quanto la meta.
Non si tratta di “compensare” un viaggio.
Non è una scorciatoia, né una formula che risolve tutto.
Piuttosto, è un modo per tenere insieme due tempi diversi: quello breve del viaggio e quello lungo di ciò che resta. Da una parte l’esperienza, intensa, spesso trasformativa; dall’altra un gesto che continua, cresce, produce effetti anche quando siamo già tornati.
In questo equilibrio - imperfetto, ma reale - si gioca forse la parte più interessante del viaggio contemporaneo.

Abbiamo parlato di tutto questo con Claudio Piacentino, CEO di ViaggiGiovani, partendo da una domanda semplice e non scontata: cosa succede quando un gruppo di persone si mette in viaggio insieme? E cosa cambia quando, oltre a partire, si sceglie anche di lasciare qualcosa?
Ne è nata una conversazione che evita le semplificazioni, accetta le contraddizioni e prova a stare dentro la complessità del tema. Perché, oggi più che mai, viaggiare non è solo una destinazione. È una responsabilità. E, forse, un’opportunità.
Il viaggio di gruppo può diventare una piccola comunità temporanea con valori condivisi - lo avete vissuto? Come si crea quella coesione attorno al rispetto del territorio?
Il viaggio se condiviso assume una dimensione più intima e profonda. I viaggi di gruppo rappresentano una delle migliori possibilità per scoprire il mondo e vivere esperienze uniche. I motivi sono molteplici: chi viaggia da sola/o ha l'opportunità di condividere la stanza, viaggiare e conoscere altri partecipanti, ridurre i costi; generalmente i gruppi, quanto meno nei nostri in cui non ci sono limiti d'età, la scelta è per interesse di destinazione o valoriale; partecipare ad un viaggio di gruppo è come vivere in una bolla, le emozioni vissuta sono condensate e potenti, dalla sintonia instaurata pare conoscersi da una vita. La coesione attorno al rispetto del territorio si crea grazie alla guida, ponte e traino per la meta, ma soprattutto nasce da dentro ognuno dei partecipanti. I piccoli gesti fini e rispettosi di ognuno sono a loro volta stimolo e esempio per gli altri. Queste semplici attenzioni possono avere un grande (positivo) impatto.
C'è stato un momento o un viaggio specifico in cui avete realizzato che il modo in cui si viaggia conta tanto quanto il dove?
Nel 2006 Nicola, fondatore Viaggigiovani.it, organizza ed intraprende il primo viaggio di gruppo (per come li intendiamo ora) in Australia. Partecipanti? Amici. L'esperienza vissuta sarà da stimolo e convinzione per dar vita a Viaggi giovani, dove sono i viaggi ad esser giovani. Da quel momento conterà lo spirito e non l'anagrafe, d'altronde come nella vita ;)
In merito al modo di viaggiare sostenibile o ancor meglio consapevole, è una dimensione che è sempre stata dentro di noi, sin dagli inizi. Dal 2015 con Treedom abbiamo iniziato questo percorso rispettoso ed attento, richiamato anche con/per altri progetti sociali, con altri partner. Il modo in cui si viaggia è più importante del dove. Non conta la meta, ma come intraprendi il percorso che ti porta a lei.
Il viaggio di gruppo, per sua natura, ha un impatto ambientale diverso da quello individuale, in meglio o in peggio secondo voi?
Domanda stimolante, risposta complessa. Le variabili sono molte e la verità sta un po' nel mezzo. Un viaggio di gruppo, inteso come i nostri piccoli gruppi, permette di far muovere più persone con lo stesso mezzo di trasporto. Permette anche di concentrare energie e sforzi lavorativi per più partecipanti (costo/beneficio maggiore). Certo è che dipende molto dai mezzi che si usano, dalle tipologie di strutture per i pernottamenti, dalla sensibilità dei viaggiatori, dai ristoranti d'appoggio, dalle attività svolte. Risposta condensata: generalmente, più è piccolo meglio è! Prediligere strutture piccole e gestite da locali, ristorantini possibilmente con cibo KM0 o comunque locale, mezzi moderni e/o pubblici. La domanda da uno spunto ad una considerazione/provocazione: viaggiamo perchè è la cosa più bella che esista, è sinonimo di libertà, ci permette di ampliare occhi e mente, conoscere culture differenti.
Ma alla base di ogni spostamento la domanda da porci è: mi sto muovendo nel modo meno impattante possibile verso quella meta che voglio visitare? Sto rispettando il più possibile l'ambiente? Come posso entrare in punta di piedi senza lasciare impronte nei territori coinvolti? Posso dare senza richiedere nulla in cambio? Questo mio viaggio è proprio necessario, essenziale, per me?

Come gestite la "pressione del gruppo" quando si tratta di scelte sostenibili? (Es. prendere un volo low cost last minute vs organizzare diversamente)
Partiamo da un presupposto: scelte sostenibili e volo sono ossimori. Ma vorrei fare un passo oltre: per questioni logistiche e territoriali, alcune mete sono obbligatoriamente da raggiungere via aerea. Alla base di ogni scelta, movimento, organizzazione di un viaggio, le domande da porsi sono sempre quelle sopra citate. Low cost è sinonimo di mordi-fuggi, per questo lontanto dalla filosofia Viaggigiovani.it, che punta ad una connessione più profonda con la destinazione e viaggi di durata tra gli 8 e i 14 giorni (di media). Da una nostra ricerca è emerso che la nostra community è contenta e felice di fare i propri viaggi con un operatore sensibile, che adotta azioni consapevoli, ma il viaggio resta pur sempre la vacanza dell'anno. Quindi mi va bene che il mio acquisto porti del bene anche a terzi (economia circolare), ma non necessariamente devo/voglio fare esperienze responsabili (in termini proprio di viaggi responsabili). Anche quì la verità sta nel mezzo, tra il bianco e il nero ci sono mille sfumature.
C'è qualcosa che i giovani viaggiatori fanno inconsapevolmente e che danneggia l'ambiente più di quanto pensino?
La maggior parte dei giovani viaggiatori / viaggiatrici è molto attenta alle tematiche ambientali. Sono più consapevoli di altre generazioni precedenti, sia per i "Fridays for future" sia per la crescente quantità di informazioni/ricerche disponibili negli ultimi anni, sia perché in fondo si tratta del loro futuro. I Gen Z (e sarà ancora di più per Alpha e Beta) l'attenzione all'ambiente sarà sempre più ai primi posti delle loro necessità. Certo che la famiglia, le persone frequentate, la modalità delle esperienze vissute, il modo in cui si fanno e si adottano scelte, sono e saranno le discriminanti. A prescindere dalla generazione, dobbiamo sempre fare scelte consapevoli, che apportino beneficio a me, alla mia comunità, al mondo. Sostenibilità e responsabilità vanno di pari passo.
Cosa vi ha convinto a collaborare con Treedom? Cosa vi ha colpito del progetto?
Nel 2015 una giovane Anna e uno sbarbato Claudio si sentono quasi per caso. Da una parte un nuovo modello di business e di vedere il mondo, dall'altro un piccolo tour operator desideroso di intraprendere comportamenti virtuosi. Un'email e subito nasce la prima foresta in Kenya. Treedom è una realtà invidiabile, modello virtuoso, realtà amica. Ogni aziende dovrebbe conoscere ed avere un po' di Treedom in sé. È anche grazie a Treedom se Viaggigiovani.it è diversa, più sensibile, più umana. Il futuro ci riserverà nuove sorprese (consapevoli).

