BookToKnow | Come funziona davvero il mondo - Vaclav Smil

set 23, 2026 | scritto da:

Titolo: Come funziona davvero il mondo
Autore: Vaclav Smil
Anno: 2022
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: € 19,5
Acquista: Einaudi

Book to Know: Come funziona davvero il mondo, di Vaclav Smil
Energia, cibo, ambiente, materie prime: le risposte della scienza

Decarbonizzare il pianeta, transizione energetica, cambiare il paradigma produttivo. Sono tutti slogan che sembrano forti e radicali, ma alla prova dei fatto semplificano in modo eccessivo - a volte ingenuo a volte paraculo - questioni la cui portata andrebbe conosciuta partendo dall'avere una nozione meno superficiale di come funziona il mondo in cui viviamo, come si è costruito, quanto tempo ha impiegato per farlo, quali processi sono stati necessari.
Il libro di Vaclav Smil è il libro perfetto per invitare al trattenersi dal considerare sensati certi slogan e valutare invece quanto complesso sia immaginare una ristrutturazione dei cardini scientifici, economici, produttivi del nostro vivere.

Smil, scienziato e autore di numerosi libri dedicati all'energia, all'ambiente e ai sistemi che sostengono la società contemporanea, parte proprio da una domanda tanto semplice quanto ambiziosa: quanto conosciamo davvero i meccanismi fisici, energetici e materiali sui quali si regge il nostro modo di vivere? La risposta, leggendo il libro, è probabilmente: molto meno di quanto pensiamo.

Il punto di partenza è l'energia. Da lì Smil costruisce una sorta di anatomia della civiltà contemporanea, passando attraverso la produzione del cibo, i materiali, la globalizzazione, i rischi e l'ambiente. Il suo metodo è abbastanza semplice da spiegare: prima di discutere ciò che vorremmo che accadesse, conviene capire ciò che oggi accade davvero.

È un approccio che può sembrare quasi banale. In realtà è una delle cose più interessanti del libro.

Smil invita continuamente il lettore a guardare dietro gli oggetti e i servizi che consideriamo normali. Dietro un alimento ci sono fertilizzanti, macchinari, carburanti, acqua, trasporti e infrastrutture. Dietro una città ci sono acciaio e cemento. Dietro moltissimi oggetti quotidiani c'è la plastica. Dietro una parte enorme della produzione agricola contemporanea c'è l'ammoniaca, e quindi il sistema industriale che permette di produrre fertilizzanti azotati.

Sono proprio questi quattro materiali — ammoniaca, plastica, acciaio e cemento — a costituire quelli che Smil definisce i «quattro pilastri della civiltà moderna». È probabilmente una delle idee più efficaci del libro, perché costringe a spostare lo sguardo dalla superficie digitale e immateriale della nostra società verso la sua infrastruttura fisica. Smartphone, cloud, intelligenza artificiale e comunicazione istantanea possono dare l'impressione di vivere in un'economia sempre più immateriale. Nel frattempo, però, continuiamo a estrarre materie prime, produrre cemento e acciaio, fabbricare plastica e consumare enormi quantità di energia.

È qui che Come funziona davvero il mondo diventa particolarmente interessante anche per chi si occupa di ambiente.

Smil è infatti molto meno interessato agli slogan di quanto lo sia ai tempi, alle quantità e alle proporzioni. La sua critica ricorrente riguarda proprio la distanza tra ciò che immaginiamo possibile e ciò che i sistemi fisici consentono di realizzare, soprattutto quando parliamo di transizione energetica. Le trasformazioni delle infrastrutture energetiche e industriali richiedono tempo, investimenti, nuove tecnologie e soprattutto la sostituzione di sistemi che oggi sono enormemente integrati fra loro.

Questo non significa che il libro debba essere letto come un manifesto contro la transizione ecologica. Sarebbe una semplificazione. Il suo contributo più utile è un altro: ricordarci che la sostenibilità è anche una questione di fisica, materia, energia e scala.

Ed è proprio qui che, da lettore che si occupa quotidianamente di ambiente e comunicazione, ho trovato il libro particolarmente stimolante. Siamo abituati a parlare di alberi, foreste, biodiversità, agricoltura, emissioni e cambiamento climatico attraverso concetti spesso necessari ma inevitabilmente semplificati. Smil fa un'operazione opposta: prende alcuni di quei concetti e li riporta alla loro consistenza materiale.
Quanto acciaio serve? Quanto cemento? Quanta energia? Da dove arriva un fertilizzante? Quanto è grande una filiera? Quali infrastrutture sono necessarie per portare un alimento dal campo alla nostra tavola? Sono domande poco le cui risposte sono poco spettacolari, sovente molto articolate, ma certo molto più istruttive di certi eccessi di retorica.

Il libro, naturalmente, non è privo di difetti. La quantità di dati è notevole e in alcuni passaggi può risultare difficile tenerli tutti a mente. Smil non ha particolare interesse a rendere sempre agevole la lettura: numeri, proporzioni, processi industriali e comparazioni occupano molto spazio. Alcuni critici hanno sottolineato proprio questa densità, insieme al fatto che il libro lascia meno spazio del previsto alle possibili soluzioni tecnologiche e alle strategie concrete per affrontare i problemi descritti.

È però anche la sua caratteristica più riconoscibile. Smil non vuole tranquillizzare il lettore. Vuole renderlo un po' più difficile da ingannare.

Da docente, è forse questa la cosa che mi interessa maggiormente del libro. Una buona divulgazione scientifica non dovrebbe soltanto trasferire informazioni: dovrebbe migliorare gli strumenti con cui interpretiamo quelle informazioni. Come funziona davvero il mondo fa esattamente questo. Dopo averlo letto, davanti a una notizia sull'energia, all'annuncio di una nuova tecnologia, a una promessa di decarbonizzazione o persino davanti a un semplice prodotto sullo scaffale, viene abbastanza naturale chiedersi: sì, ma materialmente come funziona?

Non è una domanda che offre sempre risposte semplici. Ed è proprio questo il suo valore. Perché il libro di Smil non è, in fondo, un libro sull'energia. E nemmeno soltanto sull'ambiente. È un libro sulla necessità di conoscere la realtà prima di provare a cambiarla.

E per chiunque si occupi di sostenibilità, credo sia un esercizio di lettura piuttosto salutare.

Book to Know: perché alcuni libri non ci dicono semplicemente cosa pensare. Ci obbligano a guardare meglio ciò che abbiamo davanti.

Pianta ora Scopri Treedom Business