Radici di Parole - Andar per montagne

gen 19, 2022 | scritto da:

Un incontro tra letteratura e natura. La rubrica dedicata ai libri che parlano di ambiente e sostenibilità.
Quale stagione dell’anno, se non l’inverno, per raccontare la montagna? Due libri a cui voler bene che ce la mostrano in tutta la sua fragile e possente bellezza.

Le otto montagne - Paolo Cognetti

Paolo Cognetti, scrittore classe ’78, è l’uomo giusto per parlarne. Tra le montagne ha trascorso gran parte della sua infanzia e ne scrive con quella precisa delicatezza di chi le comprende nel profondo. Ormai è conosciutissimo non solo in Italia, dove ha vinto il Premio Strega nel 2017 proprio con questo titolo che ha ispirato un film di prossima uscita al cinema.
Il romanzo è la storia di Pietro, un bambino che pagina dopo pagina cresce, si fa ragazzo, poi adulto. Un uomo solitario che cerca nella natura i propri ricordi familiari e le proprie nostalgie, le mancanze e gli errori. Al suo fianco l’amico Bruno, punto fermo ed essenziale, l’unico ad aspettarlo anche quando il tempo sembra dividerli.
Le otto montagne è il libro che sa essere amico di tutti coloro che lo leggono, il confidente che insegna, senza giudicare. Malinconico e commovente, (una carezza per il cuore).

le otto montagne italiano

Farsi spazio tra le pagine

. “Mi sembrava di riuscire a cogliere la vita della montagna quando l’uomo non c’era. Io non la disturbavo, ero un ospite ben accetto; allora sapevo di nuovo che in sua compagnia non mi sarei sentito solo”
. “La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura”.

Il peso della farfalla - Erri De Luca

Il secondo libro è di un altro autore italiano: Erri De Luca (e mi scuso se non in tutte le lingue sarà facile reperire questo testo). L’autore è originario di Napoli, città che sta tra il vulcano e il mare, ma da molto tempo ormai ha scelto come luogo del cuore la montagna, diventando anche un bravo alpinista. Ancora oggi, che di primavere ne conta più di settanta, continua a scalare ed esplorare cime irte e meravigliose.
Il peso della farfalla è l’incontro di due storie. Quella di un anziano re dei camosci che racconta pensieri e giorni vissuti tra valli e vette, e quella di un cacciatore che ha fatto della montagna il luogo da cui trarre il proprio sostentamento e a cui affidare la propria ragione di vita. Due solitudini diverse che si scontrano senza toccarsi mai, o quasi. Due prospettive opposte che invitano alla riflessione.
Lo stile è fortemente evocativo, ci sono parole dalle quali non si può scappare. Alcune impegnative come rocce da scalare ed altre (citando un’immagine che ricorre spesso) leggere come la farfalla sul corno del re dei camosci.

il peso della farfalla italiano

Farsi spazio tra le pagine

. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude”
. “Aveva seguito cervi, caprioli, stambecchi, ma di più camosci, le bestie più perfezionate alla corsa sopra i precipizi. In quella preferenza ammetteva la spinta dell’invidia. Si muoveva sulle pareti a quattro zampe senza un briciolo della loro grazia, senza il sovrappensiero testa alta del camoscio che lascia fare ai piedi. L’uomo poteva anche scalare difficoltà superiori, salire dritto dove loro aggirano, ma restava incapace della loro intesa con l’altezza. Loro ci vivevano dentro, lui era un ladro di passaggio”.

 

Puntate precedenti

. Radici di Parole - Attraverso il bosco

 

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